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Aquinum continua a sorprendere: due nuovi reperti dall’antica città romana

L’Area Archeologica di Aquinum, situata nel comune di Castrocielo, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII campagna di scavo condotta dall’Università del Salento ha portato alla luce due nuovi reperti di particolare interesse: un cippo riccamente decorato e un nuovo frammento di altare votivo marmoreo.
Le scoperte, presentate al pubblico in occasione del Weekend dell’archeologia che ha concluso la stagione di ricerca, aggiungono nuovi elementi alla conoscenza della vita religiosa e sociale dell’antica città romana e confermano le straordinarie potenzialità di un sito che, dopo diciotto anni di indagini, continua a sorprendere.

Il cippo decorato e il rito dei suovetaurilia

Il primo ritrovamento è un cippo riccamente decorato che, in epoca antica, era stato riutilizzato come elemento della pavimentazione presso uno degli incroci principali della città.
Sul monumento compare il nome del dedicante, identificato probabilmente con Caius Ammius Cammarus. A rendere particolarmente interessante il reperto è il suo apparato figurativo: ghirlande, festoni e bucrani incorniciano la rappresentazione di tre animali: un maiale, un montone e un bue.
Una raffigurazione tutt’altro che casuale. I tre animali richiamano infatti i suovetaurilia, uno dei più solenni riti della religione romana, che prevedeva il sacrificio di un maiale (sus), un ovino (ovis) e un toro (taurus).
Il cippo rappresenta dunque una nuova e importante testimonianza delle pratiche religiose dell’antica Aquinum e offre agli studiosi ulteriori elementi per ricostruire la vita della comunità che abitava la città.

L’altare votivo e la dedica votiva

Il secondo ritrovamento riguarda invece un altare votivo marmoreo. Il nuovo frammento rinvenuto durante la campagna di scavo consente di ricostruire in maniera più completa il testo della dedica e, soprattutto, di riconoscere il particolare insieme dei culti ai quali il monumento era consacrato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.
A compiere la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro Augustale.
Un reperto che permette quindi di approfondire la conoscenza della società aquinate e del ruolo assunto dal culto imperiale nella vita pubblica e religiosa della colonia.

Le voci dei protagonisti

A spiegare il valore scientifico delle nuove scoperte è il professor Giuseppe Ceraudo, direttore scientifico degli scavi e delle ricerche ad Aquinum:
«Dopo diciotto anni di ricerche, Aquinum continua a sorprenderci. Il cippo decorato con la triade sacrificale dei suovetaurilia e il nuovo frammento dell’altare votivo consacrato al Genio e ai Lari di Augusto, insieme al Genio della Colonia, sono testimonianze straordinarie. Ci permettono di ricostruire con maggiore precisione la dedica di Manius Popidius Anteros e aggiungono tasselli fondamentali alla conoscenza della vita religiosa e sociale dell’antica città».

Il sindaco Fantaccione e il vicesindaco Velardo

Aquinum, ricerca e valorizzazione per il futuro

Accanto al valore scientifico dei ritrovamenti, le nuove scoperte confermano l’importanza di garantire continuità alle attività di ricerca e di creare le condizioni affinché il patrimonio archeologico di Aquinum possa essere sempre più conosciuto, tutelato e valorizzato.
«Ogni nuova scoperta ci ricorda la straordinaria ricchezza di Aquinum e quanto ci sia ancora da conoscere e riportare alla luce», sottolinea il sindaco di Castrocielo, Gianni Fantaccione. «Il nostro obiettivo è continuare a sostenere questo percorso e creare le condizioni perché la ricerca possa proseguire, trasformando la conoscenza del nostro passato in un patrimonio sempre più accessibile alla comunità e ai visitatori. Il ringraziamento va al professor Giuseppe Ceraudo, all’Università del Salento, agli archeologi, ai ricercatori e a tutti coloro che, con il loro lavoro, continuano a far emergere la storia di Aquinum».
Una prospettiva condivisa dal vicesindaco Andrea Velardo, che pone l’accento sul lavoro portato avanti negli anni e sulla capacità dell’archeologia di generare nuove opportunità per il territorio:
«Questa scoperta conferma quanto sia importante continuare a investire nella ricerca e nelle campagne di scavo. Da anni lavoriamo per creare le condizioni affinché queste attività possano proseguire e crescere, attraverso la collaborazione con università, studiosi e istituzioni. Aquinum è un patrimonio straordinario e ogni nuova scoperta è motivo di orgoglio per Castrocielo, ma rappresenta anche un’opportunità per il futuro. Ricerca, cultura e turismo possono diventare sempre di più strumenti di crescita per il nostro territorio».
I due nuovi reperti aggiungono così altre pagine alla storia dell’antica Aquinum. Una storia che continua a emergere dal terreno, campagna dopo campagna, e che attraverso la ricerca scientifica, la tutela e la valorizzazione può diventare sempre più un elemento centrale dell’identità e dello sviluppo delle Terre di Aquinum.
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