05
Ottobre
Aquinum continua a sorprendere: due nuovi reperti dall’antica città romana
L’Area Archeologica di Aquinum, situata nel comune di Castrocielo, continua a restituire testimonianze preziose del suo passato. La XVIII campagna di scavo condotta dall’Università del Salento ha portato alla luce due nuovi reperti di particolare interesse: un cippo riccamente decorato e un nuovo frammento di altare votivo marmoreo.
Le scoperte, presentate al pubblico in occasione del Weekend dell’archeologia che ha concluso la stagione di ricerca, aggiungono nuovi elementi alla conoscenza della vita religiosa e sociale dell’antica città romana e confermano le straordinarie potenzialità di un sito che, dopo diciotto anni di indagini, continua a sorprendere.
Il cippo decorato e il rito dei suovetaurilia
Il primo ritrovamento è un cippo riccamente decorato che, in epoca antica, era stato riutilizzato come elemento della pavimentazione presso uno degli incroci principali della città.
Sul monumento compare il nome del dedicante, identificato probabilmente con Caius Ammius Cammarus. A rendere particolarmente interessante il reperto è il suo apparato figurativo: ghirlande, festoni e bucrani incorniciano la rappresentazione di tre animali: un maiale, un montone e un bue.
Una raffigurazione tutt’altro che casuale. I tre animali richiamano infatti i suovetaurilia, uno dei più solenni riti della religione romana, che prevedeva il sacrificio di un maiale (sus), un ovino (ovis) e un toro (taurus).
Il cippo rappresenta dunque una nuova e importante testimonianza delle pratiche religiose dell’antica Aquinum e offre agli studiosi ulteriori elementi per ricostruire la vita della comunità che abitava la città.
L’altare votivo e la dedica votiva
Il secondo ritrovamento riguarda invece un altare votivo marmoreo. Il nuovo frammento rinvenuto durante la campagna di scavo consente di ricostruire in maniera più completa il testo della dedica e, soprattutto, di riconoscere il particolare insieme dei culti ai quali il monumento era consacrato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.
A compiere la dedica fu Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro Augustale.
Un reperto che permette quindi di approfondire la conoscenza della società aquinate e del ruolo assunto dal culto imperiale nella vita pubblica e religiosa della colonia.
Le voci dei protagonisti
A spiegare il valore scientifico delle nuove scoperte è il professor Giuseppe Ceraudo, direttore scientifico degli scavi e delle ricerche ad Aquinum:
«Dopo diciotto anni di ricerche, Aquinum continua a sorprenderci. Il cippo decorato con la triade sacrificale dei suovetaurilia e il nuovo frammento dell’altare votivo consacrato al Genio e ai Lari di Augusto, insieme al Genio della Colonia, sono testimonianze straordinarie. Ci permettono di ricostruire con maggiore precisione la dedica di Manius Popidius Anteros e aggiungono tasselli fondamentali alla conoscenza della vita religiosa e sociale dell’antica città».

Il sindaco Fantaccione e il vicesindaco Velardo
